Solleva dalla povere l’indigente

Solleva dalla povere l’indigente

14.05.2021 Dentro l’indigenza ci siamo tutti. L’indigente infatti non è solamente il povero a cui manca il cibo. Fanno parte dell’indigenza anche la miseria di abitudini, comportamenti, convinzioni sbagliati con cui siamo cresciuti e che fanno parte di una rete dove, dopo aver conosciuto l’amore di Dio, non vorremmo mai più cadere ma che nella quale, a causa della nostra debolezza spesso ci ritroviamo.

Ma è proprio qui che il Signore si presenta puntualmente pronto a rialzarci se lo vogliamo. Ecco che la la nostra indigenza fatta rabbia, sensi di colpa, delusioni, tradimenti, preoccupazioni, sentirsi sbagliati, inadeguati, falliti, incapaci… viene trasformata in un amore così grande che supera tutto e tutti facendoci sentire la gioia nel cuore e pedine importanti per un grande disegno di vita. 

Cantavano inni a Dio

Cantavano inni a Dio

11.05.2021 Sant’Agostino diceva che chi prega cantando prega due volte. Il canto di lode a Dio acquista un’importanza notevole nel brano di oggi in Atti  degli apostoli 16, 22-34 . E non è l’unico nella Bibbia. Oggi si canta poco in generale e in chiesa il canto molte volte non è valorizzato considerata la potenza che ha nell’aiutarci ad esprimere la Fede.
È curioso che la stessa pandemia tra le prime restrizioni ha “segato” i luoghi dove si canta. Ma cantare è salutare! Dovrebbe essere il contrario. I neri delle piantagioni superavano la loro sofferenza intonando canti di speranza, inni a Dio. “Canta che ti passa”è una realtà. Io l’ho sperimentata nei momenti faticosi durante il cammino di di Santiago. E poi quando una persona è felice che cosa fa? Canta, canticchia.
Chissà come avranno cantato gli Apostoli per far avvenire il terremoto?

Come io vi ho amato

Come io vi ho amato

08.05.2021 Leggendo oggi Gv 15, 12-17
“Che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato”. Per la nostra mente questa frase è irritante e insopportabile perché non è capace di amare come Gesù. Senza Gesù non saremmo nemmeno capaci di amare. Nel mondo in cui viviamo è stato confuso l’amare con il possedere. Quando vogliamo che nostro figlio sia esattamente quello che noi vogliamo secondo le nostre aspettative e i nostri schemi mentali questo non è amore ma è possedere. Se guardi un telegiornale non è valorizzato chi ama come ad esempio il missionario in Africa che salva vite ogni giorno ma chi possiede di più, chi è più potente o chi ha più follower nonostante le cazzate che racconta. Tuttavia grazie a Gesù non finisce qui perché rimanendo in Lui riusciremo ad amare e alcuni riusciranno anche a dare la propria vita per amore anche se in realtà sarà Lui che lo farà con il loro sì 

Aprire la porta

Aprire la porta

04.05.2021 Leggendo Atti di oggi 14, 19-28

“Come (Gesù) aveva aperto la porta della Fede”.
La Fede è una porta. È la porta del nostro cuore da aprire al Signore e Lui ci dona la grazia nella misura in cui noi la apriamo.
Aprire la porta a Dio è smettere di voler avere il controllo di tutto e su tutti e lasciare che sia Lui a operare sulla nostra vita.
Affidiamo tutto a Gesù: “Gesù pensaci tu”

Chi rimane in me

Chi rimane in me

2.05.2021 Leggendo oggi Gv 15,1-8 “Chi rimane in me e io in lui, da molto frutto”
Rimanere in Lui è il segreto per vivere  una vita felice, sereni anche quando le cose non girano e speranzosi nel momento della prova. La preghiera, la Parola, la carità e i sacramenti sono gli arnesi per creare un collegamento costante con Lui, per attingere dal suo Amore e portare buoni frutti.